Randonee La Ducale 220 km 1850 mt D+.
Km 0 – Martina Franca
Il punto di partenza
La Strada Lunga parte dal Palazzo Ducale, nel centro storico di Martina Franca. L'edificio, oggi sede del Municipio, domina Piazza Roma con la sua facciata barocca e racconta secoli di storia della città. I primi chilometri attraversano il barocco martinese e introducono la direttrice verso Mottola, con ritmo regolare e fondo scorrevole.
La pietra chiara dei palazzi, il rumore delle prime pedalate sui sanpietrini e l'emozione del via si mescolano qui: le voci dei partecipanti, il tintinnio dei campanelli e l'ombra fresca dei vicoli vi accompagnano fino all'uscita dal borgo. Da questo cuore della Valle d'Itria si esce presto verso la campagna, preparando le gambe alle lunghe ore in sella tra gravine, costa e borghi.
Appena fuori dal centro la luce si fa più forte, il respiro si adatta al ritmo e i primi uliveti compaiono ai lati della strada. Il percorso entra rapidamente tra campi e muretti a secco, con l'aria ancora fresca del mattino e la sensazione che l'avventura sia appena cominciata.
È il momento ideale per trovare il proprio passo e godersi il paesaggio che si apre verso le colline.
Punto di interesse – Finestra sul mare
Il borgo
Mottola offre viste ampie verso lo Ionio ed è un passaggio simbolico dell'entroterra tarantino. Il borgo, arroccato su un'altura, conserva tracce della civiltà rupestre e un centro storico compatto e suggestivo: chiese rupestri, grotte abitate in passato e vicoli che si inerpicano verso il cielo.
In certi giorni la luce che arriva dal mare si sente quasi sulla pelle; le stradine in salita regalano uno sguardo lontano sulla costa e sullo Ionio che si stende all'orizzonte. Il vento che soffia dal golfo porta con sé un sentore diverso rispetto alla campagna che avete lasciato alle spalle. Qui il percorso cambia prospettiva e apre la lunga discesa verso le gravine.
Chi ha tempo può fermarsi a scoprire il patrimonio rupestre e i resti degli insediamenti medievali; per tutti, vale la pena una breve sosta per respirare l'aria del crinale, bere un sorso d'acqua e prepararsi alla discesa verso il santuario del Carmine e poi Massafra.
Da qui in poi il paesaggio si fa più aspro e suggestivo, segnato dalle incisioni carsiche che caratterizzano questa parte della Puglia.
Km 35 circa – Santuario rupestre della Madonna del Carmine (Madonn Abbasc)
Il santuario rupestre
Un luogo di grande fascino, incastonato nella roccia e circondato dalla macchia mediterranea. Il santuario della Madonna del Carmine, noto localmente come Madonn Abbasc, è uno dei punti più evocativi del percorso: la pietra scavata dall'acqua e dalla mano dell'uomo crea un riparo naturale dove da secoli si venera la Madonna. È un checkpoint ideale per un rifornimento leggero e un momento di respiro.
L'ombra della roccia e il profumo di timo e lentisco rendono la sosta piacevole; il silenzio della gravina, rotto solo dal vento leggero e dal canto occasionale degli uccelli, invita a una pausa vera prima di rimettere il piede sul pedale. Toccare la pietra fresca, ascoltare il rumore dei propri passi e guardare in basso verso il fondo del canyon restituisce la misura di questi luoghi.
La strada riparte con tratti ondulati che anticipano l'ingresso a Massafra: da qui in poi il paesaggio si addolcisce verso il lungovalle e il prossimo checkpoint vi attende nel cuore della città del Carnevale.
Approfittate della sosta per idratarvi e controllare che tutto sia a posto prima di ripartire.
Km 54 circa – Di fronte la chiesa del Carmine, lungovalle Massafra
🎭 Il Carnevale dove la Magia è di Casa
Benvenuti a Massafra, dove il Carnevale non è solo una festa, ma il battito del cuore della città. Mentre riprendete fiato, lasciatevi trasportare in una storia che dura da oltre settant'anni.
📜 Una Sfida nata per Scherzo
Tutto ebbe inizio nel 1953. In un'epoca in cui si aveva poco ma si sognava tanto, un gruppo di attori dilettanti decise di fare uno scherzo alla cittadinanza. Sparsero la voce che il 24 febbraio ci sarebbe stata una sfilata di carri... che non esistevano!
Ma i massafresi, invece di arrabbiarsi, risposero con una creatività esplosiva: si travestirono, scesero in strada e improvvisarono una festa tale che da quel giorno non si sono più fermati.
🎨 L'Arte della Cartapesta
Guardatevi intorno: questa terra non produce solo ottimi prodotti agricoli, ma eccellenze artistiche. Il Carnevale di Massafra è famoso per i suoi giganti di cartapesta.
A differenza di altri carnevali "transennati", qui la festa accade tra la gente, nelle strade strette che sfidano la gravità, rendendo il passaggio dei carri monumentali un vero miracolo di ingegneria e passione.
🎭 Le Maschere Simbolo
Mentre pedalate, potreste imbattervi (idealmente!) nelle nostre maschere storiche:
Gibergallo: Un pagliaccio allegro e stravagante, simbolo dell'ottimismo locale.
Lu Pagghiusə: L'anima contadina, che rappresenta il legame indissolubile con la terra che state attraversando.
Curiosità per i ciclisti
Sapevate che il Carnevale di Massafra è uno dei pochi a svolgersi nel cuore di un paesaggio dominato dalle Gravine? Questo contrasto tra l'architettura naturale rupestre e i colori psichedelici dei carri rende l'atmosfera unica al mondo.
Buona strada e godetevi la magia di Massafra!
Da qui il percorso si distende verso il ponte del Triglio.
Punto di interesse panoramico
Il panorama
Il ponte domina la gravina del Triglio con una vista ampia e verticale sulle incisioni carsiche. La gravina è una delle più spettacolari dell'arco ionico tarantino: scavata dall'acqua nel corso dei millenni, ospita vegetazione spontanea, grotte e anfratti che raccontano la storia geologica e umana del territorio. Lo sguardo sprofonda nel canyon: roccia, verde e il rumore lontano del vento che risale dal fondo creano un istante sospeso.
Vale la pena fermarsi qualche minuto: il silenzio che sale dal fondo, il calore del sole sulla pelle e il contrasto tra il blu del cielo e l'ombra della gravina restituiscono un senso di vastità e di pace. Molti ciclisti approfittano di questo punto per una foto ricordo e per un sorso d'acqua prima di riprendere la strada.
Un breve passaggio scenografico, da assaporare con calma, prima di tornare su strade più aperte verso Crispiano e le sue cento masserie.
Punto di interesse
Le cento masserie
Crispiano è il cuore agricolo dell'area, con una rete di masserie storiche e strade di campagna ordinate. Il paese è noto come la "città delle cento masserie": le antiche costruzioni rurali punteggiano il territorio e raccontano secoli di lavoro nei campi, di olio e di grano. Il passaggio è regolare e permette di mantenere un buon ritmo, con fondo prevalentemente scorrevole.
I muretti a secco, i campi coltivati e le sagome delle masserie in lontananza disegnano un paesaggio rurale rassicurante. In primavera e in estate i profumi della campagna si fanno più intensi; in ogni stagione la pedalata si fa fluida e il pensiero può spaziare mentre ci si avvicina al prossimo checkpoint. È un tratto ideale per recuperare energia e trovare un ritmo costante prima di arrivare alla Masseria Pilano.
Da qui in poi, sulla Strada Lunga, il percorso si dirige verso Taranto e il mare; sulla Strada Corta, invece, si punta verso il rientro a Martina Franca.
Km 85 circa – Masseria Pilano
Sosta rurale
Qui termina la porzione condivisa con la Strada Corta. La Masseria Pilano è un riferimento storico e paesaggistico dell'area: un luogo dove la tradizione agricola e la pietra si incontrano. È il checkpoint ideale per una pausa più lunga, rifornirsi di acqua e viveri e controllare bici e attrezzatura prima di puntare verso Taranto.
Il contesto rurale, tra uliveti secolari e costruzioni in pietra, invita a ricaricare bene: l'ombra fresca, il silenzio relativo e la possibilità di stiracchiarsi con calma aiutano corpo e mente. Da qui la Strada Lunga si apre verso la seconda parte del percorso, quella che scende verso il mare: Montemesola, il Mar Piccolo, Taranto e poi la litoranea ionica vi aspettano.
Chi fa la Strada Corta da qui punta invece verso il Parco Ortolini e il traguardo; chi continua verso Taranto ha ancora molti chilometri di emozioni davanti.
Punto di interesse
L'anello del Mar Piccolo
L'itinerario lambisce l'area del Mar Piccolo, il bacino interno che insieme al Mar Grande caratterizza Taranto e la sua geografia unica. Il Mar Piccolo è uno specchio d'acqua salmastra dove da sempre si coltivano le cozze e dove la luce e i colori cambiano con l'ora e con le stagioni. Il percorso offre un cambio di paesaggio netto: si lascia la campagna e si entra in un ambiente dove l'acqua domina lo sguardo.
L'odore salmastro, il vento che arriva dal mare e la luce diversa che si riflette sull'acqua segnano il passaggio dalla campagna alla costa. Il rumore lontano del traffico e delle attività portuali annuncia la città; il corpo sente che la meta di questo tratto è vicina. È un momento di transizione emozionante, che prepara all'attraversamento del capoluogo ionico e al checkpoint del Castello Aragonese.
Chi vuole può fermarsi qualche minuto per osservare il panorama sul Mar Piccolo prima di affrontare i ponti e le strade di Taranto.
Punto di interesse
Il cuore della città
L'attraversamento di Taranto è uno dei momenti più iconici del percorso lungo: ponti, canali e affacci sul mare accompagnano il passaggio nella città vecchia. Taranto, la città dei due mari, unisce Mar Grande e Mar Piccolo attraverso il canale navigabile; il ponte di Porta Napoli e il Ponte Girevole (quando aperto) sono i simboli di questo passaggio tra le due anime della città.
Il rumore del traffico si alterna al riflesso dell'acqua sui ponti; l'odore salmastro e la brezza ricordano che il mare è a due passi. Pedalare lungo le strade che costeggano il canale, con le barche e il lungomare a fianco, restituisce un'energia diversa rispetto alla campagna: qui si sente il respiro di una città di mare, con la sua storia antica e la sua vocazione portuale.
Il Castello Aragonese si staglia poco oltre: punto di riferimento visivo e prossimo checkpoint. Vale la pena mantenere un ritmo prudente e godersi il panorama prima di fermarsi per il ristoro.
Km 127 circa – Castello Aragonese, Taranto
Il castello
Il Castello Aragonese è un riferimento storico affacciato sul canale navigabile che unisce Mar Grande e Mar Piccolo. La fortezza, di origini bizantine e rifatta in età aragonese, domina il profilo della città e ospita oggi il Comando della Marina Militare. La sua mole in pietra, le torri e la posizione a strapiombo sull'acqua ne fanno uno dei monumenti più riconoscibili del Sud.
Il checkpoint permette di rifornirsi, bere, controllare la bici e godersi un attimo di sosta con lo sguardo sull'acqua. L'ombra e la brezza offrono sollievo dopo l'attraversamento urbano; è il momento di ricaricare le energie prima di puntare verso Leporano, il Castello Muscettola e la litoranea ionica. Da qui in poi il percorso si apre sul mare aperto e sulla costa che costeggerete fino a Lizzano e oltre.
Chi ha tempo può alzare gli occhi verso le mura e immaginare i secoli di storia che questo luogo ha visto passare.
Punto di interesse – Leporano
Il maniero
Il Castello Muscettola domina il panorama di Leporano ed è un simbolo dell'architettura fortificata dell'area. La mole in pietra e la posizione rialzata lo rendono un punto di riferimento visivo inconfundibile: lo si scorge da lontano mentre ci si avvicina alla costa, e la sua silhouette accompagna la pedalata lungo il tratto che porta alla litoranea.
Leporano è un borgo di mare con una lunga storia; il castello ne racconta le vicende medievali e moderne. Un passaggio culturale e paesaggistico prima di avvicinarsi al mare aperto: da qui la litoranea jonica si apre con il blu dello Ionio a fianco, il rumore delle onde e la brezza che rinfresca. È uno dei momenti in cui si sente chiaramente che la strada sta cambiando volto.
Se avete ancora energie, una breve deviazione verso il lungomare di Leporano regala scorci suggestivi prima di riprendere la statale in direzione di Lizzano e Grottaglie.
Punto di interesse
La costa
La litoranea jonica offre un tratto luminoso e ventilato, con il mare sulla sinistra e la macchia mediterranea o le prime costruzioni sulla destra. È un cambio di ritmo netto rispetto all'entroterra: qui il paesaggio si apre, il cielo sembra più grande e il blu dello Ionio accompagna ogni chilometro. Il percorso lungo diventa ancora più vario e memorabile.
La brezza marina rinfresca la pelle, il rumore delle onde (quando la strada si avvicina alla spiaggia) accompagna la pedalata e la luce del sole sull'acqua regala scorci che alleggeriscono la fatica. L'odore del sale, il vento che spinge a tratti e la sensazione di avere il mare a un braccio di distanza rendono questo tratto uno di quelli in cui il corpo e la mente trovano un ritmo disteso. Molti ciclisti ricordano la litoranea come uno dei momenti più belli della Lunga.
Da qui si punta verso Lizzano, le sue cantine e poi l'interno verso l'invaso Pappadai e Grottaglie.
Punto di interesse enogastronomico
Vigneti e tradizione
Lizzano è terra di vitigni e cantine storiche; il suo vino è a denominazione di origine (DOC Lizzano). Il passaggio attraversa filari ordinati e campagne dedicate alla vite: un paesaggio che unisce il mare appena lasciato alle colline dell'entroterra tarantino. Le cantine e le aziende vitivinicole punteggiano la strada e raccontano una tradizione antica.
I profumi della campagna e del mosto in stagione (in autunno si sente nell'aria), il verde dei filari e il calore del sole sui campi disegnano un paesaggio riconoscibile e rassicurante. Qui la pedalata si fa più dolce; il fondo è in genere buono e la mente può rilassarsi prima di puntare verso l'interno, l'invaso Pappadai e l'area di Grottaglie. Chi vuole può segnarsi il nome di una cantina per una sosta enologica in un altro momento.
Da qui il percorso si allontana gradualmente dalla costa e si prepara all'ultima parte del viaggio verso Martina Franca.
Punto di interesse panoramico
Il bacino
L'invaso Pappadai apre un orizzonte ampio e silenzioso, con strade che corrono vicino all'acqua e una sensazione di grande respiro paesaggistico. Il bacino artificiale crea un contrasto inatteso: dopo il mare e i vigneti, ecco uno specchio d'acqua dolce circondato da campi e da una natura che si riprende i suoi spazi. L'ambiente è ideale per una breve sosta di recupero.
Il riflesso dell'acqua, il vento che accarezza la superficie e il silenzio relativo (lontani dal traffico della costa) regalano un tratto di pace. È un buon momento per idratarsi, fare uno snack e prepararsi all'ingresso nell'area di Grottaglie e nel suo celebre quartiere delle ceramiche, dove il percorso si addentra tra botteghe e colori prima del checkpoint BikeMania e dell'ultimo tratto verso Martina Franca.
Da qui in poi i chilometri restanti sono quelli del ritorno: la testa può già cominciare a pensare al traguardo.
Punto di interesse
Il quartiere delle ceramiche
Grottaglie è famosa in tutta Italia per le sue botteghe artigiane e per il quartiere delle ceramiche, dove da secoli si modella l'argilla e si dipinge la maiolica. Il quartiere si sviluppa in un dedalo di stradine e grotte-atelier: il passaggio in bici attraversa un nucleo vivo e colorato, con le forme dipinte (piatti, vasi, figure) esposte lungo le strade e nelle vetrine. È un'esperienza visiva unica nel suo genere.
I colori della maiolica (il blu, il verde, il giallo tipici della tradizione grottagliese), l'ombra fresca dei vicoli e il rumore discreto delle botteghe restituiscono un'atmosfera che distoglie per un attimo dalla fatica. Vale la pena procedere con calma e con gli occhi aperti: pochi chilometri più avanti vi attende il checkpoint BikeMania e poi l'ultimo tratto di campagna verso il Parco Ortolini e il traguardo.
Se avete tempo dopo l'arrivo, Grottaglie merita una visita a piedi per scoprire le botteghe e la storia della ceramica.
Km 185 circa – BikeMania Grottaglie
Ristoro e assistenza
Il checkpoint BikeMania a Grottaglie è un punto fondamentale per l'ultimo tratto della Strada Lunga. Qui è possibile rifornirsi di acqua e viveri, controllare la bici (pressione gomme, freni, catena), ricevere assistenza tecnica se serve e ricaricare le energie. È l'ultima sosta strutturata prima del traguardo: approfittatene per bere, mangiare qualcosa di solido e stiracchiare gambe e schiena.
È il momento di fare un respiro profondo e di mentalizzare gli ultimi chilometri: da qui si punta verso la Masseria Monti del Duca e poi verso il Parco Ortolini. Gli ultimi km vi riporteranno tra le colline e gli uliveti della Murgia; la fatica si mescola alla soddisfazione del percorso compiuto e alla voglia di tagliare il traguardo. La testa sa che manca poco; le gambe possono ancora dare molto se le avete curate bene in questo checkpoint.
Buon ultimo tratto: il traguardo è vicino.
Punto di interesse
L'ultima campagna
La Masseria Monti del Duca segna il ritorno verso Martina Franca e l'ingresso nell'ultimo anello del percorso. Le strade si fanno più tranquille, il traffico si dirada e i profumi di campagna (terra, erba, ulivo) accompagnano gli ultimi chilometri. Siete di nuovo nella Murgia, nel paesaggio da cui siete partiti ore fa: la sensazione di aver chiuso il cerchio inizia a farsi forte.
Il sole basso sui campi (se arrivate nel pomeriggio), il fruscio del vento tra gli ulivi e la sensazione di avvicinarsi al traguardo rendono questo tratto uno dei più intensi dal punto di vista emozionale: la fatica si mescola alla gratificazione, le gambe sanno che manca poco e lo sguardo cerca già il verde del Parco Ortolini. Ogni curva può essere quella prima del traguardo; ogni salita è l'ultima da affrontare con lo spirito della partenza.
Tenete un ritmo costante, idratatevi e preparatevi al momento in cui vedrete il cartello dell'arrivo: ci siete quasi.
6° Check point – Arrivo al Parco Ortolini
Il traguardo
L'arrivo al Parco Ortolini chiude la Strada Lunga con una cornice verde e rilassante. Il parco, a pochi passi dal centro di Martina Franca, è il punto di ritrovo e di arrivo della Ducale: qui potete scendere di sella, stendere un asciugamano sull'erba e lasciare che il corpo e la mente assorbano la fatica e la soddisfazione. L'ombra degli alberi, l'erba sotto i piedi e le voci degli altri arrivati creano l'atmosfera del traguardo: applausi, sorrisi e la consapevolezza di aver completato un'impresa importante.
È il momento di recuperare, ritrovarsi con chi è arrivato prima o dopo di voi, e celebrare. Gravine, mare, borghi e campagna vi hanno accompagnato fino qui: dal Palazzo Ducale a Taranto, dalla litoranea a Grottaglie e di nuovo a Martina Franca. Ogni chilometro ha lasciato un ricordo; ogni checkpoint una sensazione. Ora tocca a voi raccontarla e portarla a casa.
Complimenti e buon recupero: ve lo siete meritato.